Dunque è arrivato il momento dell'amato buon vecchio Quentin e di Death Proof. Proposto in concorso, mentre sarebbe stato assai meglio fuori, arriva a Cannes in una versione più lunga di quella del Grindhouse. Da 90 minuti siamo passati a 113 ca, non però i 127 "minacciati" dal programma di Cannes.
Sappiamo tutti che tipo di progetto sia... però si parla del buon vecchio !!! che ha creato una carriera sugli omaggi al cinema con cui è cresciuto, ma sempre rielaborandoli, plasmandoli, facendoli diventare ipermoderni.
Qui ahimé siamo al livello della pura riproposizione, difetti compresi, di un genere nei confronti del quale il sottoscritto (ma anche parecchi altri) non nutrono un particolare rimpianto. Forse l'errore suo e di Rodriguez è stato quello di fare un film troppo autoreferenziale, senza un produttore cazzuto, che non fosse un adorante Weinstein, in grado di fare presente la necessità di rivolgersi ad un pubblico.
Purtroppo il film è, almeno per un'ora, mortalmente noioso, proponendo infiniti dialoghi che sfiorano solo la proverbiale abilità tarantiniana.
Esaurite le risatine per i titoli di testa, per la pellicola rovinata e invecchiata artificialmente, per qualche omaggetto qua e là (vedi la riproposizione del modo smaccato dell'epoca di mostrare i marchi, i product placement) ci si ritrova a guardare l'orologio con insistenza e a domandarsi dove fosse finito uno degli ingredienti del genere: l'azione..
Veniamo accontentati un po' tardi, anche se ne varrà la pena perché l'ultima mezz'ora vale a far intravedere quanto avrebbe potuto valere il film.
Tarantino aveva detto che avrebbe voluto creare scene di inseguimento mai viste, senza CGI.
Almeno in questo è riuscito e si esce dalla sala almeno con un po' di acquolina che riesce a lenire il persistente amaro in bocca
P.S. i maschietti si chiederanno se le pupe ci sono a sufficenza... ebbene sì sì, ma avremmo voluto più Rosario Dawson, e nella maniera giusta
Ogni momento che passa è un'agonia, voglio vedere questo film! Le critiche (per la maggior parte) negative non fanno che incuriosirmi. Il 1 Giugno ci sarò
P.S.: l'unica perplessità che mi rimane è:come giudicare un film inizialmente nato come metà? E i venti minuti ripescati dal cestino del montaggio? Bah...ma kissene, Quentin è Quentin. Il 1 Giugno ci sarò
Scritto da: ichithekiller | 22 maggio 2007 a 20:51
Non avendolo visto non posso, ovviamente,controbattere. la cosa che mi fa ridere è che la critica mossa al film va nella stessa direzione della concezione dei film "da grindhouse" noiosi a lunghi tratti con improvvisa/e sequenza/e illuminante/i in regia e/o sceneggiatura.
Che anche stavolta il buon Quentin sia riuscito paradossalmente nel suo folle obbiettivo?
Scritto da: MrQuentin | 22 maggio 2007 a 18:45
Avevate sbagliato il programma di cannes in home...pertanto, HO PERSO TARANTINO, sia il photocall che la conferenza stampa che il vostro sito riportava per le 16,15. E' possibiel ora sapere quando la riproporrete?
Scritto da: max | 22 maggio 2007 a 16:38