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16 maggio 2007

Polvere di Cannes

Mentre la politica francese è alla fine di un’epoca, quella infinita di Chirac, il Festival di Cannes sembra intenzionata a rinnovare, ma nel segno della continuità, con l’eterno Gilles Jacob ancora leader indiscusso.

Proprio lui, si narra, ha avuto l’idea del progetto A ciascuno il suo cinema, 35 piccoli omaggi al 60esimo anniversario del Festival, nel segreto più totale, pare seguendone addirittura in prima persona il montaggio.

Una 60esima edizione molto a stelle e strisce, ma anche con il ritorno di molti autori amati e amanti di Cannes come i fratelli Coen, Kusturica, Van Sant, Tarantino, Sokurov, Wong Kar Wai.

22 film in concorso, ma siamo lontani dalla scelta rigorosa di Venezia, tutte e sole anteprime mondiali.

Qui, soprattutto i film americani, sono davvero già visti, Zodiac e Death Proof (pure se quest’ultimo in versione diversa) sono usciti nei cinema americani da settimane. Cannes in questo caso diventa solo una piattaforma distributiva per l’Europa.

Tanta Europa dell’est, mi sembra sia uno dei segni forti di questa edizione del concorso, con due russi, (il “solito noto” Sokurov, ma anche il Zvyagintsev scoperta da Venezia con Il ritorno), ma anche un romeno e un ungherese.

52 sono i titoli della selezione ufficiale, 8 in meno dello scorso anno.

A subire una drastica dieta dimagrante è stato soprattutto il Certain Regard, passato da 24 a 19 film. Una sezione che cerca di tornare alle origini, di inseguire nuovi sguardi, modi di vedere il cinema, invece di diventare un poco giusitificabile concorso di serie B come troppo spesso negli ultimi anni. Quindi pochi nomi noti e molti giovani e varie opere prime

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PALMA D'ORO: Le Scaphandre et le papillon di Julian Schnabel
GRAN PREMIO: 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Cristian Mungiu
PREMIO MIGLIOR REGIA: Auf der Anderen Seite di Fatih Akin
PREMIO SPECIALE DEL 60' ANNIVERSARIO: Emir Kusturica
PREMIO MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE: Javier Bardem in No Country for old men
PREMIO MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE: Galina Vishnevskaya in Alexandra
PREMIO MIGLIOR SCENEGGIATURA: Persepolis di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
PREMIO DELLA GIURIA: Import Export di Ulrich Seidl

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