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24 maggio 2007

24 maggio 2007

Secret Sunshine

Dopo il successo ottenuto qualche anno fa a Venezia con Oasis Lee Chang-Dong presenta il secondo film coreano presentato in concorso. Si intitola Secret Sunshine e racconta di una donna che, insieme al figlio, dopo aver perso il marito decide di trasferirsi da Seoul alla cittadina di provincia da cui proveniva il defunto marito.Sunshine_1

Si renderà conto che non sarà facile abituarsi alla vita in quella città apprentemente paciosa e sorridente, ma che nasconderà inquietanti derive che la porteranno sempre più vicina alla follia.
In questo suo diventare sempre più sola in un ambiente ostile, ma che si veste di accogliente, mi ha quasi ricordato un personaggio hitchcockiano.

La storia fa presa sullo spettatore e riesce ad accumulare un senso di disagio che entra sottopelle.
Non tutto funziona a perfezione, ma è comunque un buon film, in un festival che, a parte qualche francese qua e là, si conferma di un livello medio davvero soddisfacente.Sunshine_2

Nei prossimi giorni, poi, con il ridursi dei film della selezione ufficiale, vedrò di parlarvi un attimo dei titoli delle altre sezioni di cui si parla qui a Cannes e di cui vi racconto alle 22.45 su Coming Soon in B-Side.

I 13 di Ocean

Dunque è arrivato anche il giorno della passerella più glamour di tutte, quella di Ocean's 13, con i vari Clooney, Pitt e Jolie signora, Damon etc...
Ocean_1
Dopo il passo falso del secondo capitolo i "nostri" decidono saggiamente di tornare ai familiari ed apprezzati territori di Ocean's 11, con un sano "heist" movie che gioca sul mito di Las Vegas. Niente più giro per l'Europa a mo' di gita scolastica fra amici autorereferenziale all'eccesso e pieno di così tante strizzate d'occhi da far divertire solo loro.
Sembra quasi un remake del primo, con Al Pacino nello stesso ruolo che aveva Garcia nel primo.

Fin dall'inizio si capisce che siamo di nuovo ad una narrazione secca, senza troppi fronzoli, con la giusta dose di in jokes, quasi tutti concentrati nella divertente parte finale post-rapina, in cui Pitt dice a Clooney che deve buttare giù qualche kg salvo sentirsi rispondere di sistemarsi e di fare un paio di figli.Ocean_2

Divertente, va via come un bicchiere di acqua fresca, all'uscita non lascia certo grandi ricordi, ma in fondo intrattenere deve essere la missione della banda di Ocean. E viva Elliott Gould!

Nonna Russia

Il buon Aleksander Sokurov torna a Cannes, in concorso, dopo la brutta accoglienza dello splendido Arca Russa. Anche se in realtà problemi di salute lo hanno trattenuto in patria, tanto che la conferenza stampa è stata annullata.

Si racconta di una nonna che va a trovare il nipote ufficiale dell'esercito russo in Cecenia, in una Grozny in cui la guerra è si finita, ma ancora devastata dai bombardamenti.Alexandra_1
Diciamo subito che non si tratta di un film strettamente politico, né direttamente antimilitaristico.

Si tratta più di un affresco umanistico che vuole raccontare come la base per i rapporti pacifici siano la pazienza del dialogo, del confronto prima di tutto riconoscendo l'altro come persona che possa stimolare la curiosità della conoscenza, non spaventandosi per chi ha diverse esperienze rispetto alle nostre.
Alexandra_2
Un film molto garbato, meno formalmente sconvolgente rispetto ad altri film di Sokurov, come la trilogia (presto una tetralogia con il prossimo Faust).
Se in quei film ci parlava del potere, di come grandi personalità affrontavano momenti eccezionali, qui S. racconta di come eccezionali debbano diventare i rapporti e l'amore della conoscenza reciproca di persone "normali"

Un altro notevole personaggio femminile, quello della nonna interpretata da Galina Vishnevskaya.Alexandra_3

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