Lo scafandro e la farfalla
Il film Lo scafandro e la farfalla è per ora la maggiore sorpresa del festival. Non amando particolarmente il personaggio Julian Schnabel tutto pensavo tranne che fosse capace di raccontare con sincera commozione, ma senza retorica, anzi con ironia e leggiadria visiva notevole,
la storia del 43enne caporedattore di successo di Elle che un giorno, rimasto vittima di una malattia rarissima, si troverà a poter muovere solo le palpebre dell'occhio sinistro.
La storia, vera, accadde negli anni '90. Il protagonista è interpretato da un ottimo Matthieu Almaric, già visto in Munich, insieme a un nutrito e splendido gruppo di signorine, da Emmanuelle Seigner alla mia adorata Marie-José Crozè (vista nelle Invasioni barbariche, quelle vere).
Il film si apre con 20 minuti di soggettiva del protagonista che si risveglia dopo tre settimane di coma. Impariamo subito a conoscerne l'ironia trascinante attraverso una voce fuori campo che ci racconterà i suoi pensieri.
Scriverà un libro, proprio quel Lo scafandro e la farfalla da cui è tratto il film, solo sbattendo la palpebra sinistra e grazie all'aiuto delle dottoressa incaricate di curarlo in un ospedale affacciato sul mare nel nord ovest della Francia.
Davvero piacevole e commovente, nella parte finale non ci si può non lasciare andare fino alle lacrime sulle note della colonna sonora de I 400 colpi di Truffaut.









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