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19 maggio 2007

19 maggio 2007

Bentornati, Coen Bros!

Coen_2Siamo di nuovo innamorati, era qualche film che la passione si era un po' affievolita, si rischiava l'effetto Woody Allen (film discreto, fossero tutti così!), ma i fratelli Coen sono tornati in grande forma, lasciando per strada le star, i grandi budget e gettandosi nell'animo profondo degli Stati Uniti, in quella terra di confine, quel limes che è il sud, il Texas, il confine con il Messico.

Terra raccontata con maestria da Cormac McCarthy, da cui hanno tratto No Country for Old Men, presentato oggi per il pubblico, e ieri per la critica, con grande successo.

Una storia coeniana se c'è n'é una, con dialoghi memorabili, personaggi caratterizzati nel consueto modo geniale. Indimenticabile la prima apparizione di un gigantesco Javier Bardem, dalla capigliatura che anche il vostro scriba, avesse la possibilità bulbare, vorrebbe regalata per il compleanno.Bardem

Scene memorabili, grande interpretazione anche per Josh Brolin, che trova una valigia con 2 milioni di dollari, inseguito dal killer Bardem e dallo sceriffo Tommy Lee Jones.

Ironia gustosissima, solo forse un certo rallentamento nella parte finale, ma sicuramente un ottimo film e un Coen d'annata

La Sanità del vicino è sempre più verde

Finalmente è arrivato il momento di Michael Moore. E chi poteva essere protagonista del primo fotogramma se non la sua nemesi, sua presidenza George Bush?
Tanto si è parlato della schiera di avvocati a difesa di Moore e a film visto direi che ne avrà bisogno.

Moore_1

Il film è puro Moore, fazioso, manicheo, scorretto, manipolatore. Utilizza le stesse armi di chi critica, è un geniale uomo marketing. Ma una cosa mi sembra cruciale, è un comico, usa l'ironia e le armi della satira, che per sua natura destruttura la realtà in atomi che poi fa esplodere plasmandoli per i suoi scopi.

Non secondario è sottolineare come la sua è una crociata che ha l'enorme pregio di smuovere acque, torbide e fangose, con un messaggio che chi condivide non può che ritenere doveroso, in un mondo sempre più imprigionato nelle spiagge mobili dell'immobilismo.

Moore_2

Il film racconta del problema drammatico dell'assitenza sanitaria negli Stati Uniti.
Ma la trovata astuta è che non parla dei 50 milioni di americani senza assistenza, ma di come le società assicurative vessano in continuazione i 250 milioni che ce l'hanno, e magari anche pagata profumatamente.

Lo fa andando nel solito Canada, ma anche a Londra, e furbamente (pensando alla possibile presentazione a Cannes) in Francia. Il confronto serve a dimostrare l'inaduguatezza del sistema americano, in una prima parte meno riuscita rispetto ad una seconda scoppiettante soprattutto con l'analisi di alcuni casi di volontari dell'11 settembre, ammalatisi alle vie respiratorie e abbandonati al loro destino.

Con una trovata forzata, ma efficace, racconta come gli unici che abbiano l'assistenza sanitaria gratuita al 100% in America siano i prigionieri di Guantanamo Bay (territorio americano nell'isola di Cuba)

Proverà a portare lì i malati per farli curare, respinti li porterà nell'odiata Cuba, ottenendo efficente assistenza gratuita.
Proprio a Cuba una delle donne malate, dipendente da un inalatore da 120 dollari, lo troverà in farmacia all'equivalente di 5 cent. E proprio questa scena, con la donna a cui cadono le braccia e contemporaneamente lacrime disperate per questa differenza che ritiene insultante è una delle scene maggiormente toccanti e riuscite.

Insomma, Michael Moore, lo si conosce, lo si ama o lo si odia, ma il film è più riuscito cinematograficamente di Fahrenheit 9/11Moore_3

Emblematico del personaggio Moore è una scena verso la fine in cui racconta che il proprietario del maggiore sito anti-Michael Moore nei mesi scorsi ha rischiato di chiudere per poter pagare le spese mediche per la madre malata. Moore racconta di aver donato anonimamente 20.000 $ perché, dice: "in un Paese libero ciascuno deve essere libero di curare i propri cari e di criticare liberamente"...
Il signore in questione sa ora dal documentario chi fosse l'anonimo donatore.

Demagogico, manipolatore, ma anche divertente, commovente e a suo modo geniale

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